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Luci della ribalta

Scritto da Petaloblu. Postato in Blog

2 Agosto 2013

cuore ripieno-firmato(Candilejas- Luci della ribalta)

Sul lungotevere Marzio c'è un chiosco che spunta all'improvviso tra i palazzi e le storie abitate che si affiancano l'un l'altra creando chissà quale fitta rete di rumori lungo il Tevere. Se passi con l'auto in una notte estiva, quando il traffico non c'è e Roma respira la sua aria e Roma finalmente ti vuole bene e ti concede la calma dei suoi antichi ricordi, se passi lì sul lungotevere ad una velocità abbastanza moderata e se mentre lo fai sei persa tra i tuoi pensieri, puoi notare tra i rettilinei creati dalla strada parallela alla corsa del Tevere, Lui: il chiosco. Il famoso chioschetto che vende stampi di tutti i colori, forme e materiali per fare torte, dolcetti, biscotti. Io non sono mai entrata nel chioschetto del lungotevere ma so che è famoso. E' una di quelle presenze riconosciute ma quasi leggendarie, favolose. Come l'asino che vola e il grillo parlante di Roma, così il chioschetto delle formine dolci, è lì, magari più in vista meno nascosto, meno favoloso ma pur sempre unico, eccezionale se lo vedi scorrere all'improvviso tra le case silenziose e passate del lungotevere.
Io non sono mai entrata nel chioschetto del lungotevere ma so che è lì e l'altra sera, assorta quasi affogata nei miei pensieri, durante un giro in auto sul lungotevere, l'ho visto e ho pensato che io e il chioschetto siamo uguali, per certi versi.
Entrambi facciamo una vita favolosa, quasi leggendaria, non si sa granchè di quello che accade dentro ma da fuori ci si scorge colorati e luminosi, quasi fieri di tanta originalità fuori luogo in un angolo di vita tanto sicuro di sé. Siamo lì, facciamo parte di un percorso romantico e a volte riusciamo a nasconderci nei ricordi di chi ci incontra, come "quella cosa particolare sul lungotevere Marzio che quando l'ho vista mi è rimasta qui". 
Però,dentro il chioschetto, nessuno sa come va.
L'altra sera passavo di lì e mi chiedevo, così dal nulla, “ chissà come sta il venditore di formine del chiosco del lungotevere?..Tutti lo ricordano così, favoloso e colorato, unico nel suo genere, un mazzo di palloncini colorati nel buio della notte ..ma questa persona come farà tutto il giorno senza il suo personale chiosco di formine assurde che spunta d'improvviso durante un normale giro in macchina? Lui o lei non avrà mai potuto nascondere lì nei ricordi il favoloso momento in cui ha visto il chioschetto del lungotevere come l'asino che vola e il grillo parlante perchè lui o lei è una delle tre meraviglie."
Il chiosco è vicino all'asino che vola e guarda caso ho pensato che noi siamo come quel chiosco lì, qualcosa di speciale di cui però non si potrà scoprire mai la verità. 
Venditori di meravigliose forme dolci che gli altri riempiono con estrema disinvoltura senza pensare a chi, come noi, le modella, le accompagna tutti i giorni, le accudisce, le ama per poi la maggior parte delle volte vederle crescere altrove. A noi la dolcezza vuota ma l'abbraccio certo e stabile che aspetta di accogliere la cosa più dolce.

Passavo di lì mentre mi dirigevo a Piazza Coppelle per una cena anti diabete, anti insulinoresistenza, anti dieta ferrea, anti sogni infranti, una cena nella norma, insomma...è possibile far affogare uno zero in più calici di vino?
Direi di no, lo zero è come la ciambella, rimane a galla e si porta dietro tutti i ricordi probabilmente per aiutarti a non demonizzarli e per farne buon uso per il prossimo passo.
Ovviamente sono una persona molto positiva anche se non sembra sempre così. Quindi il mio zero, il mio primo fallimento l'ho subito voluto prendere a braccetto, come dire ..dopo lo zero non può che esserci un uno.
Dopo un fallimento in PMA, quale che sia il livello (intrauterina o Fivet o mizzeca), tutto cambia. Sono giorni che abito dentro l'ovatta, ogni cosa assume un valore, per stare in tema, pari a zero. 

Davvero non ho parole per spiegare questo dolore. 
Non ho parole per spiegare, non ho occhi per osservare tante cose, non ho forza da dedicare.
Vorrei dire tante cose, entrare in ballo nelle discussioni sui “bambini in vitro”, dire la mia sul senso di giustizia, perchè amo e rispetto una mamma e un papà come una mamma e una mamma o un papà e un papà che si amano, vorrei dire ai miei amici che saranno dei papà meravigliosi insieme, vorrei poter verbalizzare tante cose poter entrare nel clou dei discorsi ma non me ne faccio niente.
Non è discuterne a questi livelli che renderà i miei figli felici e sereni o consapevoli di che cosa significhi “rispetto” o amare..

Non ho occhi per discutere né voce per condividere...Ancora siamo a questo punto?
Siamo al punto che le persone ti dicono “vabbè dai vedrai sarà per la prossima volta”..senza sapere che non è così, no.
Devi poterci arrivare alla prossima volta.
Poi bisogna vedere come ci si arriva a questa prossima volta. Senza quali prospettive, quale miracolo è da pregare.

Si vive facendo sopravvivere i sogni, e viceversa, i sogni vivono per farci sopravvivere.
Siamo al punto che le persone ti dicono “ma la Fivet è peggio degli aborti per il tasso di mortalità (figli non concepiti)”... senza sapere che è il caso di tacere. Sì, tacere, davanti a persone che vivono consapevolmente la propria vita e i propri dolori. Tacere perchè ognuno ha il diritto di essere rispettato e amato.
Il giudizio non appartiene alla spiritualità. 
E qui si parla solo di spiritualità.
Sono al punto che mi posiziono al centro di ogni cosa e ascolto in silenzio. Spero tanto di riuscire a condividere tutto il rispetto e l'amore che provo per le persone.
Cerco di dirvi, arrancando, scusatemi, che vi sono stata vicino nonostante la debolezza e il silenzio e continuo ad esserlo. Che mi dispiace per Diarista, sono vicina a Rosa e alle sue scoperte, a Pitipumpala e il suo lutto e tutte le altre, alla Presuntuosa..immagino le preoccupazioni.., ad Annina, a Claudia, Elle e i suoi sguardi...a tutte, nessuna esclusa. E vi ringrazio tutte anche  chi mi ha scritto d'improvviso il giorno della IUI per dedicarmi un pensiero..Grazie Alessia, Little Daisy, di cuore. Un particolare ringraziamento và ad Adelia e il suo innamoramento: quanto sei bella Adelia.

Dicevo...non ho davvero parole per questo dolore. E ne sento troppe inutili.

Quindi avevo molti sintomi..probabilmente, come pensavo, dovuti al progesterone: balconata alla Pamela, nausea, spossatezza, gonfiore di stomaco, all'8 post iui ho avuto anche la famosa perditadellasperanza poi, inevitabilmente, senza ombra di dubbio, il maledetto stick persona all' 11 post iui, negativo. Il 12 post iui altro stick negativo, beta, ritiro beta, zero.
Zero.
Dopo..l'ovatta. Mi sento un cestino pasquale, di quelli pieni di ovatta e ova. Ecco anziché avere le ova io c'ho l'ovatta.

“Quindi faremo la Fivet.”... “Già..” “E se non và? ...” ..”Prendi l'agenda, bisogna fare un piano” ..”Ho paura”..

Charlie ha parlato di adozione. Ci avviciniamo, un passetto dopo l'altro. Sono molto felice. Rimane un desiderio per il futuro, nonostante tutto, oltre il resto.
Ho chiamato il Centro. Il 7 Agosto abbiamo il colloquio.
Questa volta si fa sul serio. Non abbiamo soldi da buttare, a malapena li abbiamo per sostenerci. 
Ci sono alcune cose importanti cui avrei dedicato un bel post ma, per motivi ovattati, non l'ho fatto ma che vorrei segnalare per riconfermare il mio spirito da orata lessa del Mediterraneo, grande cofana dell'avvenire.
Ecco come eravamo il giorno della IUI:

foto 35

(Notare la nasca della tipa. Nasca sia per i ciociari ca per i siciliani: ampie narici con ampie situazioni.)

  • L'inseminazione me l'ha fatta un Dottore sconosciuto che era identico, ahinoi, al CONTE MASCETTI di Amici miei. Mentre si procedeva quello mi parlava e io purtroppo, come poche volte accade quando non dovrebbe, pensavo.
    Dottor Mascetti: “Signora tutto bene?”
    Io: “ si ma la supercazzola prematurata ha perso i contatti con terapia tapioco!”
    Dottor Mascetti: “ Signora ora la parte più fastidiosa, pronta?”
    Io: “ Nooooo! Mi permetta. No..io scusi siamo in quattro! Come se fosse antani anche per lei però soltanto in due oppure in quattro anche scribai con cofandina!Per esempio!”

  • Il Charlie, malauguratamente, ha pensato la stessa cosa quindi anche lui era in tapioca quindi abbiamo fatto la figura di due deficienti muti perchè altrimenti scoppiavamo a ridere in supercazzola.

  • L'unico momento non ingenuo è stato dedicato al riconoscimento del liquido seminale che, secondo la targhetta attaccata sulla provetta, era del Charlie. Vista la precisione mi sarei aspettata sulla provetta anche un foto-patente del Charlie che faceva un ok con la faccia indiavolata e pettinato alla Grease ..ma non si può avere tutto. Però l'ho immaginato, già è tanto.

  • Il film di cui non ha fatto uso il Charlie ma che qualcuno porebbe aver usato sia nel bagno del centro che nella propria abitazione si intitolava “Piccole tettone”. Il Charlie è tornato quasi giallo fosforescente dal bagno. Per lui, anima pia, è stato più lo shock nel trovare una videocassetta di tal livello chè andare a fare il suo dovuto. Lui è più il tipo che s'aspetta, a prescindere, “I cavalieri dello zodiaco”. Aggiungendo che tutta l'azione è stata fatta con la maglia del charlie..praticamente sembravamo ancora più deficienti. Ovviamente il Charlie è uscito dal bagno con l'andatura di un cavallino purosangue dal pedigree coatto...il suo petto all'infuori sembrava urlare "AAADrIAAAnAAAAAaa!!!!". 

  • Io ho due tatuaggi. Uno è un punto interrogativo sul braccio. L'altro è una lacrima sul petto. Tutti, comprese le suore che frequentavo ai tempi, compresi i bambini delle case famiglia dei tempi, compresi i gatti dei Fori Imperiali, scambiavano la mia lacrima per un comune spermatozoo.
    Appena entrata nel Centro la ragazza al banco mi dice: “Che bel tatuaggio!” - voleva ovviamente essere carina. 
    Io, fieramente sociopatica : “Eh! Ok! Non è come sembra! Certo ..siamo qui...proprio qui..ma non è quello che sembra! Insomma non è uno spermatozoo anche se sarebbe a tema. Imbarazzante. Si. Grazie, comunque.”

    Come Harry Potter quando glie fa male lo sbrago in ciocca perchè Voldemort lo pensa e Harry vede tutto offuscato e non si ricorda un cazzo..ecco anche io ho ricordi offuscati della reazione e sensazione di disagio che si propaga. Harry Potter tiene lo sbrago in fronte che gli fa guai, io tengo il girino in petto. Lui ci ha fatto una saga intera per quel fregnetto e milioni di dollaroni, io una sega. Ecco.

Ce ne sono altre ma conto di esporle largamente appena esco dal coma glicemico che sto per procurarmi avendo deciso di mangiare per pranzo unicamente tutti i dolci di "Cristalli di zucchero" in rigoroso silenzio.
Strappo ora per poi tornare al rigor dietae perchè mi ricordano che la dieta per l'insulinoresistenza la debbo fare a vita. Certo. E i puffi prima o poi diventeranno romanisti.

La foto originale del post è il cuore che abbiamo appeso davanti il nostro lettone ieri...in realtà era il suo posto da tempo ma ancora non trovavamo la cosa giusta da mettere lì, nel cuore dello spazio che osserviamo prima di addormentarci e al risveglio. C'era la prospettiva ma mancava l'orizzonte.
Ora, mi piace vederlo così, come la formina dolce del chiosco di cui parlavo sopra ma col ripieno. 
Sempre davanti ai nostri occhi a indirizzare i sogni che a quanto pare trovano sempre il modo di farsi seguire soprattutto quando si è momentaneamente persa la strada.
La nostra ribalta ha finalmente trovato le sue luci.
p.s. Il 7 Agosto si fa sul serio, modalità siluro. Quindi solo per quel giorno per voi non sarò Petalo Blu ma Tampax. Iron Tampax.

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