FIVETTA volantino fronte social

Aspettando l'isterica con Highlander

Scritto da Petaloblu. Postato in Blog

04 Gen 2013
cartoni

La sofferenza ha una carica vitale non indifferente, è una spinta e in genere si può scegliere se la direzione è verso il basso o verso l'alto l'unico impasse è nel fatto che chi ne è colpito, chi soffre, non ha molta coscienza di quale sia la scelta da fare e, perciò,

sta.

Sulle note di Philadelphia di Neil Young mi si è impallato l'ultimo stormo di neuroni rimasti .

I miei ultimi neuroni: alcolisti e bohémien, a volte li sento decantare come il vino rosso, altre volte si fumano cannoni di solfiti e algaguam. Sono in causa contro il governo delle “neurone” dai tempi del bikini ma solo perchè molti di loro vorrebbero fortemente indossarlo,hihihihi,SCIOCCHE!!! Il giovedì sera organizzano il loro privato “mucca assassina”- famosissima serata gaia romana- e i più impertinenti si travestono da Rob Brezsny (fissi, canuti e sottosotto supergay) altri da tamagotchi, papaye esotiche o, i più all'avanguardia, da palline colorate, in onore di Solange. In genere lavorano in silenzio e operano nelle fognature (non mi chiedete dove ma sono certa che nella mappatura della mia scatoletta cranica c'è una fogna, ovunque c'è una fogna. Deve esserci, se no dove scarico?) Comunque in generale apolitici e apartitici se chiamati in causa nei rari momenti di sobrietà possono sentirsi spropositatamente capaci di “pensare cose”. Nelle festività si lasciano andare e si sparpagliano nelle zone calde desistemando la mimica della suddetta in pose di relax e distensione velatamente ubriaca. Indossano spesso la maglia della salute pensandosi decisamente rudi ed esoterici al pari di Battiato quando balla in “Voglio vederti danzare” (ma noi non volevamo vederti danzare!).

Certe cose dovrei riuscire a gestirle ormai eppure...

E' proprio durante la sofferenza che la persona ha più bisogno di accoglienza,affetto e, soprattutto, riconoscimento. Più semplicemente, durante la sofferenza, ci si sente talmente deboli da sentirsi riconosciuti soprattutto da chi, in qualche dolce modo, riesce a rispecchiare la tua debolezza, da chi riesce ad osservarla in un primo momento, a non vergognarsene in un secondo momento, ad accettarla in un terzo momento e ad accoglierla così facendo. 
Tu mi rispecchi se mi accetti e non hai paura di me perchè io e te siamo uguali, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, nella vita e nella morte. “Perchè non chiedere, per una volta, di poter piangere con le lacrime di un altro?” diceva David Grossman ...

A questo punto ci stava bene una mia foto da prete – lo ammetto- per un'attimo ho sentito un brividone e il suono del campanone! Che Giovanna D'Arco mi perdoni! Le immolerò un elmetto di lana cotta domani e imprecherò in francese in macchina ma il caschettino a funghetto autunnale ai capelli non lo faccio. Del resto Jan Luis David mi ha sempre gettato nello sconforto già solo per il fatto che non sapevo come cavolo chiamarlo cò tre nomi di cui tutti e tre troncati senza un finale certo, ma chiamate Gino che fai prima no?!

Dovrei conoscere anche il tempo delle neurone: al femminile perchè tra gli ultimi neuroni Higlander quelli più pericolosi so quelli femmine, le neurone appunto. Si sono incazz+++ perchè i neuroni maschi rimasti, secondo la scia Highlander appunto, si sono acconciati col chiomone cotonato e il treccino laterale, declassando e demotivando le neurone nel loro scopo socialbeauty , rendendole causa di incuria casalinga della donna contemporanea.

Le neurone hanno appunto contribuito al boom economico:

  • delle felpe “usa e non getta mai” della donna casalinga

  • dei mollettoni senza dentini tenuti in vita grazie a movimenti del capo minimissimi pur di non uscire di casa a comprarne di nuovi chè da Accessorize come ti muovi ci resti secca. Se compri un cerchietto quello ti fiocina la capoccia, se compri una collana appena la indossi piombi negli scavi romani per quanto pesa unica salvezza sono i sommozzatori che se ti trovano è solo perchè hai una collana Accessorize e quindi a notarti ti si nota sicuro!

  • Della ceretta (perchè la casalinga certamente la compra, anzi più non la usa, più la compra. Secondo la stima precisa del calcolo logistico: a 10 peli corrisponde un lingotto da 100 gr di senso di colpa e rimpianto)

  • del reggiseno monouso prettamente ed unicamente casalingo – il reggiseno monouso non vede mai la luce del sole.

  • dei baffi

  • del pantalone di pail

  • degli intimi ipert trash iper punk alla Rossella Oara del 2013 .Della serie “domani è un altro giorno” ma oggi me le gioco tutte, effetto Bingo, sto qui fino alla pensione. In caso estremo infatti, la donna casalinga ha un vello d'oro da parte, un fatidico velo di maya, un cilicio di pizzo, insomma...un intimo di recupero, che l'uomo vede e scorda al primo sguardo per una biologica forma di sopravvivenza oculistica. In genere questo intimo è da circa sette anni che risiede nel cassetto e a volte, ahimè, è sgambato...cioè la mutanda ti arriva agli zigomi.



In questi giorni pensavo a come affronto in genere la sofferenza e ho intuito (pensa te!) che l'ironia ha la meglio...

Tanto tempo fa ho fatto uno dei turni fatidici, un turno in cui ho potuto dire ciao a un bambino eccezionale, di un umiltà sorprendente.

Entrati nella stanza io e il mio collega, abbiamo trovato un papà all'angolo, in attesa, e un bambino ormai impossibilitato a parlare. Non respirava bene ed era infatti ricoverato d'emergenza per problemi cardiaci. In genere la generosità di C. era totalmente gratuita e spontanea, dubitavo che in momento del genere potesse mostrare tale reattività, pensavo appunto che era il momento delicato in cui ci si sarebbe dovuti accostare a lui e accompagnarlo in una nuova avventura probabilmente difficile, tanto difficile da togliere il fiato.. Non ero affatto pronta a parlare con le parole, ero preparata a capirci con gli occhi, sapevo che mi avrebbe detto tutto con uno sguardo. I bambini in certi momenti hanno la capacità di tradurti dei dubbi con uno sguardo, loro e solo loro hanno il potere di rendere nulle le sofferenze restituendole a un mondo più alto, più leggero, trasformandole in bolle di passaggio, ritmi segreti .. Entrati in stanza dopo due sguardi e una carezza, dei massaggi e dei sorrisi all'improvviso C. mi chiede a gesti, con o sguardo, di mettergli in TV i cartoni animati...
Diamine- penso io- non so il canale! ..Di lì dieci, dodici, venti prove su canali assurdi, impossibili incastri di numeri, ricordi di Fibonacci e Sezione Aurea, numerologia e dintorni, lui mi guarda forse è la prima volta che mi vede minimamente , non so, triste..perchè non riesco ad esaudire il suo desiderio..il mio cuore era a mille -non posso non esaudire una cavolo di richiesta ora, ORA nò! Devo trovare questo numero ORA, non c'è tempo, non c'è tempo..Cerco e non lo trovo, C. era lì che mi guardava e io non trovavo la combinazione, sì sarà comico ma per me è triste io voglio rispondere a questa sua ultima richiesta a me..Diamine.Immagino facesse anche sorridere la pantomima generatasi in quel momento..il Clown poi è ciò che di più debole c'è in una relazione.. D'improvviso C. con una voce fievolissima ma presente, prende respiro, sorride, respira e mi dice scherzando
“Dottoressa il numero del canale è 14, lo faccio io per te che non sei capace ti aiuto io”.
Finisce lì poi con un sorriso e una gentilezza questa storia d'amore. 

Non lo scorderò mai e non so se ho reso l'idea ma in questi giorni pensando alla sofferenza ho ripensato anche alla spinta che ne deriva. Che sia verso l'alto o verso il basso sono convinta che faccia uscire allo scoperto ciò che di più dolce c'è nella persona... la gentilezza, la poesia, la verità partecipano a un sentimento così difficile e se ci si alontana un passo indietro, quasi quasi ci si piace pure per come siamo..

Pensavo a tutte voi, che mi leggiate o no, tutte le donne che bazzicano in questo mondo (io lo vedo come un libro on line, sono sincera e ovviamente classicista).

Chi in un modo chi in un altro, dedica la propria vita a questa spinta notevole e sono onorata di partecipare alla cosa (...ho appena immaginato un rave di donne che pogano come pazze..che qualcuno mi schiaffeggi con un mazzo di camomilla spinata..)

Tutto questo giro per giustificare il post che verrà dopo dove racconterò della mia poetica sofferenza e la mia romantica e indiana reazione nei confronti delle 11 centraliniste dei vari ospedali e/o centri contattate per prenotare l'isterica che farò l'11 (perchè ho preso a cornate i telefoni e ho ruggito come un mammut in calore verso il settimo tentativo se no se ne parlava tra due mesi e altri due tamponi) o la và o la stura!

E si sa...dai.. c'è fifa per il dolore, pensando all'idea di un cateteramento pubblico e alle possibili reazioni a posteriori (letteralmente parlando!)..si parla di paura però perchè non sai quale sarà il risultato, l'esito, il decreto. Ed è ovvio che hai paura. Alla fine sei sempre quella che fin a qualche mese fa era certa di non poter partire in vacanza perchè col panzone …
Ma a me però, sinceramente, i decreti non sono mai piaciuti...

E grazie ad alcuni bambini che nei momenti più difficili vogliono vedersi i cartoni animati, ho imparato ad essere strafottente e a credere nei miracoli..e vada come vada, fifa coma fifa, tanto ho dalla mia la fortuna di sapere quale sia il canale giusto per trovare uno spiraglio quando proprio c'è poco di buono nell'aria..Canale 14 e nel dubbio posso vedere Highlander, sicuro qualcuno di nostra conoscenza apprezzerà, il giovedì sera..
aaaaaaaaa..SCIOOOCCCHE!

P.S. ho la sveglia tra tre ore e mezza devo rimandare a domani la lettura di tutte le vostre storie e non vedo l'ora anche di rispondervi spero solo che nessuna di voi lavori da Jan Louis David ..se così fosse salutatemelo a Gino. Viva il trinomico!

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